IGNAZ CASSAR

L’immaginario della camera oscura

Progetto di ricerca 2011-12
L’immaginario della camera oscura: interiorità ed estetica del segreto
Con il sostegno del programma di ricerca del Shpilman Institute for Photography (The SIP).

Come spazio di lavoro specializzato – sia professionale che amatoriale – la camera oscura svolge un ruolo significativo nell’educazione fotografica e nell’autorappresentazione del fotografo. Sebbene, di seguito alla rapida espansione del digitale, l’evoluzione tecnica del lavoro creativo abbia reso la camera oscura irrilevante in pratica, il suo potenziale immaginativo rimane comunque affascinante. Il progetto cerca così di esaminare la storia socio-tecnologica della camera oscura e la sua costituzione fenomenologica nel momento esatto in cui sta cadendo in disuso.

Ignaz Cassar | L’immaginario della camera oscura

La premessa metodologica considera la camera oscura come uno spazio che è in mancanza di un esteriore definito. Come i manuali di fotografia spesso precisano, ciò deriva dal fatto che la sua funzione – produrre un interiore impermeabile alla luce – si fonda sulla creazione di condizioni interne intrinseche. Riflettendo sugli aspetti strutturali della camera oscura, il progetto si rivolge criticamente ai regimi affettivi evocati dalla camera oscura e, allo stesso tempo, riflette sugli immaginari psichici investiti nella sua modalità.

Prendendo in considerazione le descrizioni tecniche della camera oscura e le sue raffigurazioni nella rappresentazione fotografica, la ricerca si organizza attorno a due assi di problematizzazione: da una parte, si esplora la camera oscura come uno spazio orientato verso procedure tecnologiche ed esigenze pragmatiche atte ad organizzarne il lavoro; dall’altra, si considera la camera oscura come oggetto legato alla genealogia di una «camera oscura» il cui interiore rimane segreto, una camera d’intimità, tra discrezione e mistificazione.